L’ETICA E LA MORALE COME GUIDE PER LA NUOVA VIA

settembre 4th, 2012

Qualsiasi gruppo di animali presente in Natura è capeggiato da un leader carismatico che li guida per superare le insidie che via via si possono presentare, fenomeno fondato sull’istinto di sopravvivenza del singolo e di conseguenza della sua specie.
Le medesime dinamiche caratterizzano la vita sociale degli esseri umani. Nel caso di esseri dotati di maggiore intelligenza, come l’essere umano, tuttavia, la guida non dovrebbe essere rappresentata dalla figura del leader carismatico, come avviene nelle comunità organizzate di altri animali (in quanto il carisma altera l’equilibrio collaborativo tra i vari componenti del gruppo i quali sono portati a seguire il leader solo perchè da lui influenzati), bensì dai principi etici e morali; le idee dovrebbero essere la guida, non un qualsiasi leader. I principi etici e morali dovrebbero essere la guida per percorrere la strada dell’evoluzione finalizzata alla sopravvivenza della nostra specie.

Nell’auspicio che il prossimo passaggio evolutivo dell’uomo possa fondarsi sulla partecipazione collaborativa, si ritiene che tale cambiamento di pensiero, consistendo di fatto in un’epocale rivoluzione culturale, non possa essere frutto di un’imposizione dall’alto, ma debba necessariamente avvenire dal basso, dalla presa di coscienza di ognuno di noi.

Ovvio che un cambiamento culturale di questa portata non si può improvvisare, non si può pensare possa essere immediato, necessiterebbe di tempo e pazienza. La famiglia, ed ogni altra istituzione preposta ad impartire l’educazione, avrebbe poi il compito di trasmettere alle generazioni successive i paradigmi del nuovo modello sociale.

Il successo di un sistema basato sulla partecipazione collaborativa dipenderebbe dalla disponibilità delle persone al confronto degli uni con gli altri, finalizzato alla crescita, non al desiderio individuale di imporsi.

Sarà poi compito della cultura, dell’educazione e della comunicazione, quello di diffondere la mentalità della disponibilità al diverso: all’apertura verso l’altro piuttosto che la chiusura.

La cultura in quanto rappresenta le radici su cui poggiare il nostro avvenire: cioè le tradizioni, i riti religiosi, e non, i costumi locali. Tutti questi delineano i risultati della nostra evoluzione e solo attraverso la loro valorizzazione si possono avere maggiori probabilità di progresso di una comunità.

L’educazione in quanto processo fondamentale per trasmettere la cultura ed i principi etico morali di una comunità. In un sistema sociale ideale gli educatori dovrebbero essere i professionisti con il maggior riconoscimento da parte della comunità, anche in termini salariali.

La comunicazione in quanto favorisce la socialità, anche grazie alla reciprocità indiretta cioè la maggior disponibilità collaborativa degli altri grazie alla propria buona reputazione collaborativa; in quest’ottica, il linguaggio consente la diffusione della propria reputazione nel contesto sociale.

Società Partecipativa