UNO DEI TANTI PARADOSSI DELLA NOSTRA SPECIE

settembre 4th, 2012

Una società basata su spinte collaborative risulta assolutamente coerente con le leggi della Natura: ciascuna specie ha maggiori probabilità di sopravvivenza se i singoli componenti della comunità si aiutano l’uno con l’altro come risulta dalle conclusioni della sezione Natura ed essere umano.
Dato che il comportamento collaborativo caratterizza la vita degli animali “sociali” si sarebbe portati a ritenere che più un essere vivente è dotato di intelligenza e più tale spinta solidaristica dovrebbe essere sviluppata.

Ma allora la comunità umana, composta indiscutibilmente dagli esseri viventi dotati di maggiore intelligenza nel nostro pianeta, dovrebbe avere la maggior connotazione collaborativa fra tutte le comunità di esseri viventi presenti in Natura.

La nostra società contemporanea però non ci consente di giungere a  questa conclusione.

La società umana generata dall’attuale sistema consumistico è caratterizzata da un forte individualismo, l’individuo è portato a competere con l’altro per prevalere.

Il nostro sistema sociale è culturalmente influenzato dal principio della sopraffazione dell’avversario come passaggio necessario per poter sopravvivere ed avere garantita una prosperità futura.

L’avversario, il nemico, l’altro è visto come un’insidia, come un pericolo per la realizzazione dell’individuo, più che una risorsa, come invece le leggi della Natura ci suggeriscono.

Dunque l’attuale sistema sociale umano è fondato su principi contrari alle regole della Natura.

Ma come si può spiegare questo paradosso?

Le risposte immediate possono essere due.

O l’essere umano non è dotato di sufficiente intelligenza per poter cogliere i messaggi della Natura; oppure, come a noi sembra più plausibile, è proprio in quanto dotato dell’intelligenza più sviluppata fra tutti gli esseri viventi del nostro pianeta che l’uomo è portato ad andare contro Natura, o meglio a sfidare la Natura e le sue regole, spinto da manie di grandezza che lo portano a ritenersi esso stesso creatore della Natura piuttosto che, com’è, creatura della medesima.

Nel corso della storia dell’evoluzione dell’uomo l’atteggiamento individualistico si è sempre più consolidato, attraverso le guerre, le dittature, le sopraffazioni, le invasioni. Ma oggi, nella società contemporanea, si assiste ad un passaggio ulteriore: l’atteggiamento individualistico diventa stile di vita, la modalità di vivere per prevalere nella competizione.

Dunque è proprio perchè l’essere umano è dotato di grande intelligenza che la sua evoluzione l’ha portato a sfidare la Natura, con tutte le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

La speranza è che il successivo gradino della nostra scala evolutiva conduca l’essere umano alla consapevolezza che la Natura e le sue regole vadano rispettate in quanto ogni essere vivente è creato ed è parte della Natura.

Il giorno in cui l’uomo arriverà a questa consapevolezza, capirà che un sistema sociale fondato sulla partecipazione collaborativa è l’unico in grado di garantire nel miglior modo possibile il risultato a cui mira ogni essere vivente: la sopravvivenza della propria specie.

In questo giorno potremo dire che la storia dell’evoluzione umana si è compiuta, chiudendo quel cerchio immaginario che conduce come arrivo al medesimo punto da cui si era partiti con le prime comunità sociali dei primi esseri umani: l’uomo primitivo homo socialis.

Società Partecipativa