RITMI DI VITA SOSTENIBILI

settembre 3rd, 2012

La ricerca di una strada che conduca ad un progresso sostenibile non può trascurare l’analisi del nostro attuale stile di vita inteso in chiave di ritmi che ognuno di noi impone al proprio organismo.
Ognuno di noi divora la propria esistenza, la vita non viene vissuta bensì consumata. I nostri tempi quotidiani sono dettati dalle varie incombenze che ci portano a fare tutto di corsa, ma questa frenesia non è provocata esclusivamente da fattori esterni, a noi indipendenti, ma anche da nostri elementi culturali, dalla nostra volontà.

Siamo stati educati a competere per prevalere, a concretizzare il più possibile per ottenere risultati gratificanti, a ricercare di continuo esperienze nel timore che un domani non saremo più in grado di viverle.

Zygmunt Bauman ha definito il nostro stile di vita con il termine “vita liquida” cioè un’esistenza nella quale sembra non ci siano punti fermi, tutto cambia rapidamente, troppo rapidamente. Stiamo ancora imparando come affrontare una certa situazione, ma nel frattempo la realtà è cambiata, la situazione è diversa, e i nostri strumenti diventano subito inadeguati, obsoleti.

Tutto ciò impone ai nostri organismi dei ritmi di vita che a lungo andare li logorano definitivamente: ed allora compaiono in alcuni di noi sintomi di frustrazione, nevrosi, atteggiamenti violenti ed intolleranti; altri, più sfortunati, si ammalano di malattie oscure, quali la depressione, l’ansia, il cancro.

Ogni essere umano dovrebbe rispettare i propri tempi biologici e condurre la propria vita con ritmi a questi adeguati. Non possiamo pensare di forzare i nostri ritmi biologici senza averne alcuna conseguenza.

E’ necessario dunque rallentare i nostri ritmi quotidiani, diminuire i nostri impegni, abbassare le nostre aspettative, tutto questo per amore verso noi stessi in quanto biologicamente non in grado di sopportare nel tempo lo stress di ritmi così incessanti.

Si deve comprendere che una società non si può fondare sui bisogni dell’economia, bensì su quelli dell’uomo. Il sistema di libera concorrenza non può spingersi fino al punto di far saltare l’equilibrio della mente umana, disturbando le relazioni tra gli uomini e la serena vita sociale.

La sensazione diffusa è che l’economia attuale abbia perso di vista il suo scopo primario e sia entrata in una logica incompatibile con l’equilibrio psico-fisico dell’essere umano.

Società Partecipativa